Qualche settimana addietro il direttore de Il Foglio è intervenuto sul modello di governance relativa alla gestione dei fondi della nuova programmazione europea. Claudio Cerasa riassume la questione nello scontro tra due scuole di pensiero. Da un lato quella che nel dibattito per semplificazione viene ricondotta al presidente Conte con una struttura centralizzata che risponde direttamente a Palazzo Chigi, necessaria per scavalcare ministeri e altri livelli decisionali e, attraverso corsie preferenziali, realizzare dei progetti scelti e gestiti in modo apicale. Dall’altro l’impostazione ricondotta invece all’ex presidente del Consiglio Renzi che non prevede di scavalcare nessuna struttura né ministeri (con una cabina centrale solo tecnica e senza poteri reali) ma usare l’occasione dell’ingente mole di risorse in arrivo per obbligare ciascun soggetto/amministrazione a far la propria parte nella gestione.

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