La lettera della presidente di Confcultura Patrizia Asproni indirizzata al presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e al commissario all’Economia Paolo Gentiloni, per chiedere un sostegno importante al settore della cultura, enormemente danneggiato dall’emergenza Coronavirus.


Di seguito il testo completo:

Alert urgente alle Istituzioni europee per fronteggiare la grave crisi nel settore della cultura

Signor Commissario, Signor Presidente,
a nome di ConfCultura e di tutti i suoi associati, desidero condividere anche con le Istituzioni europee l’appello già lanciato al Governo italiano per esprimere la grande preoccupazione in merito alla grave situazione di crisi che tutto il comparto culturale sta vivendo in questo delicato momento.

Siamo tutti chiamati a contribuire a una sfida grande e faticosa, pensando a quello che verrà: rilanciare il nostro Paese e il mercato unico europeo in un’ottica unitaria e condivisa. Infatti solo una risposta integrata tra Italia ed Europa, che vedrà gli attori economici e istituzionali andare nella stessa direzione, potrà generare soluzioni credibili ed efficaci per la ripartenza.

ConfCultura rivolge quindi un appello alle Istituzioni italiane ed europee, consapevoli della necessità, oggi più che mai, di creare misure comunitarie in grado di rispondere ad una sfida epocale in cui bisognerà garantire che le nostre imprese, le nostre persone e tutti coloro che fanno parte del mondo culturale siano tutelati. Questa dovrà essere la nostra priorità.

Per questo motivo occorre con estrema urgenza non farci cogliere impreparati dal “dopo quarantena” e assicurare una solida ripresa alle nostre organizzazioni. Riteniamo importante, come prefigurato nelle dichiarazioni del Ministro Franceschini insieme ai Ministri della cultura di Germania e Spagna, allargare il tema e l’alleanza anche agli altri Stati europei, per un nuovo “Manifesto di Ventotene” che affondi le sue radici nella cultura.

Ripartire dalla cultura vuol dire anche riavviare uno dei motori trainanti del progetto di integrazione europea. La centralità di essa, infatti, è riconosciuta anche dai Trattati, che assegnano proprio alla Commissione il compito di rispettare la ricchezza della diversità culturale europea e di vigilare sulle iniziative di salvaguardia e sviluppo del nostro patrimonio artistico. Allo stesso tempo anche al Parlamento Europeo, in qualità di co-legislatore, viene riconosciuto un ruolo fondamentale, soprattutto in questa fase e nella prospettiva di costruzione di un orizzonte comune, che auspichiamo abbia come perno proprio la cultura.

Creatività, talenti del fare e i brand dell’indotto, sono tra i principali asset d’Europa (dati della Commissione Europea) e rappresentano un mercato di circa 7 milioni di impiegati, coinvolgendo 2,5 milioni di aziende: una fetta rilevante dell’economia europea, che si basa proprio sulle sue capacità di produrre, inventare e re-inventare la cultura. Competenze che abbiamo il dovere di proteggere, promuovere e salvaguardare, partendo da quella che ci piace definire “l’ecologia culturale”, positiva del nostro Paese e non solo. Una energia propulsiva non inquinante che rappresenta un terreno fertile sul quale si fonda la grandezza del nostro Continente, senza la quale tutte quelle attività produttive e creative che ci contraddistinguono non esisterebbero.

In quest’ottica, proponiamo che il nuovo Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione per il periodo 2021-2027, il cosiddetto Horizon Europe, dedichi una delle sue missioni al rilancio e al supporto di tutte le realtà dell’ecologia culturale europea, affinché possano continuare ed essere forze vive dello sviluppo e dell’innovazione.

Inoltre, riteniamo doveroso che venga istituito un gruppo di lavoro misto fra esperti di analisi di scenario e uno tecnico operativo delle imprese, un “doppio team” europeo con l’obiettivo di individuare proposte concrete e soluzioni per il futuro del nostro comparto a livello internazionale, così come strumenti di valorizzazione dell’impatto virtuoso dell’ecologia culturale su tutta l’economia.

L’Unione europea, infatti, nell’esercizio della sua funzione di supporto e integrazione degli interventi che gli Stati membri, a livello nazionale, pongono in essere per la tutela e la promozione del patrimonio culturale europeo, è l’attore principale che può incoraggiare e promuovere la collaborazione tra gli Stati e gli operatori del settore, portando avanti un approccio strategico e sinergico alla gestione e valorizzazione del patrimonio culturale nella delicata fase che stiamo vivendo.

Crediamo infatti importante rilanciare con forza un impegno per la cultura, con uno sguardo più lungo e più coraggioso che in passato. Perché i tempi che viviamo richiedono interventi extra-ordinari, cioè in grado di pensare soluzioni e risposte nuove ed inedite. Per questa ragione, come associazione che rappresenta le industrie della cultura, siamo pronti a fare la nostra parte e scendere in campo accanto alle Istituzioni nazionali ed europee, consapevoli che solo attraverso una collaborazione virtuosa e costante tra pubblico e privato, che travalichi i confini nazionali, sia davvero possibile realizzare il progresso culturale e materiale che rappresenta un volano per l’economia europea.

Confidando nella possibilità di poter vedere accolta questa richiesta, giungano i migliori
auguri di buon proseguimento di lavoro.